Esenzione

L’esenzione si applica nel caso in cui il valore dell’ISEE del nucleo familiare non sia superiore all’importo di Euro 6.500,00 e a condizione che non risultino, a carico del richiedente, debiti concernenti la TARI o la Tares maturati alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di applicazione.

Al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento totale della tassa, il richiedente è tenuto a presentare a Roma Capitale apposita richiesta in cui attesta il possesso dei requisiti accedendo gratuitamente alla sezione “Servizi Tributari” del portale di Roma Capitale, previa identificazione ai servizi on line del portale. La richiesta di esenzione può essere presentata anche attraverso gli intermediari giuridici (centri di assistenza fiscale CAF, commercialisti, etc.) abilitati.
A partire dal 2021, la richiesta di esenzione deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno in cui spetta l’agevolazione e l’esenzione una volta concessa compete anche per gli anni successivi, senza bisogno di nuova richiesta, fino a che persistano le condizioni, a tal fine il richiedente, alla data del 31 marzo dell’anno in cui spetta l’agevolazione, deve essere in possesso dell’attestazione ISEE in corso di validità, elaborata in base ai dati contenuti nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) relativa all’ISEE del nucleo familiare di appartenenza - redatta secondo le disposizioni contenute nel D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, e nel Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 7 novembre 2014. Qualora le condizioni (valore ISEE) vengano meno, l’interessato deve presentare la dichiarazione ad AMA.
L’ufficio competente provvede annualmente al controllo e alla verifica dell’ISEE posseduto, sulla base delle risultanze della banca dati INPS relativa alle dichiarazioni ISEE ordinarie, e dell’effettiva sussistenza delle condizioni dichiarate. L’eventuale esito negativo dei controlli comporta, oltre alla perdita dell’agevolazione, l’emissione di un avviso di accertamento con l’applicazione delle relative sanzioni e interessi, secondo le disposizioni vigenti in materia di riscossione coattiva, oltre alle ulteriori sanzioni di cui all’articolo 38, comma 3, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78.

torna all'inizio del contenuto